Break Street, un film racconterà la loro storia

I ragazzi sfrattati dall’Isolato San Rocco contattati dal regista Francesco Sessini: “La loro vicenda mi ha incuriosito subito: sarà fantastico raccontarla”

REGGIO. La travagliata storia dei breakers sfrattati dai commercianti dalla galleria Cavour è diventata trama da incidere su pellicola. Francesco Sessini, regista di Carpi, incuriosito dalla vicenda raccontata dalla Gazzetta, ha deciso di girare un cortometraggio sui Break Street Boys, focalizzandosi su come questi giovani siano riusciti a togliere dalla strada tanti ragazzi per portarli a ballare nel loro gruppo.

«Ho seguito gli sviluppi del caso – spiega il regista – è una trama interessante che ha riscosso molta risonanza, così mi è venuta l’idea di mandare in scena la loro storia in un cortometraggio. Ho da sempre la passione dei videoclip quindi capisco l’importanza di seguire i propri sogni anche se sembrano andare contro tutti. Di loro mi ha colpito l’entusiasmo e la carica contagiosa che hanno: sono esplosivi. La trama è ancora in cantiere, ho preso la decisione di girare il video sui breakers in modo istintivo. Quello che ora posso dirvi è che l’idea, ancora embrionale, è quella di focalizzare l’attenzione sul fatto che i ragazzi con problematiche sociali importanti, entrando in una dimensione artistica come la danza, possano essere salvati da realtà pericolose. Vorrei affiancare al corto una linea documentaristica, inserendo nel clip tra un passo di break e l’altro, alcune interviste per far parlare i ragazzi della loro storia e della polemica che si è venuta a creare».

Per i breakers la notizia del corto è stata motivo di ulteriore entusiasmo: «Siamo felicissimi, per noi è un modo per metterci in mostra divertendoci ma soprattutto per far conoscere il nostro messaggio umanitario che è quello di tirar via i ragazzini dalla strada offrendo loro una possibilità – spiega il breaker Mauro Simonazzi -. Il nostro gruppo è stato un crocevia di storie, decine di ragazzi con difficoltà familiari, hanno fatto tappa lì. La nostra amicizia è nata in modo semplice: molti dei giovani extracomunitari che passavano sotto l’Isolato San Rocco, ci osservavano mentre ballavamo, così una volta abbiamo chiesto loro di provare a fare qualche passo. C’è chi si è spaventato dalla botte che cadendo si prendono le prime volte e non è più tornato e chi invece è rimasto e ha condiviso con noi non solo la passione per la break ma anche i propri problemi. Molti di questi ragazzi sono stranieri, senza permesso di soggiorno, senza soldi, eppure, sono bravissime persone». Fonte.

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